Telefono Azzurro contro la violenza

Secondo la definizione data nel 2002 all’Organizzazione Mondiale della Sanità, «per abuso all’infanzia e maltrattamento debbono intendersi tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro che comportino un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere».

Abuso è quindi tutto ciò che impedisce la crescita armonica del bambino e dell’adolescente, non rispettando i suoi bisogni e non proteggendolo sul piano fisico e psichico. Vi rientrano, dunque, maltrattamenti di ordine fisico, sessuale o psicologico, ma, anche l’incapacità, più o meno accentuata, da parte di genitori e altri adulti di riferimento, di fornire cure adeguate a livello materiale ed emotivo al proprio figlio.

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Dal 2008 al 2013 il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro ha gestito 16.298 richieste di consulenza riguardanti bambini e adolescenti in difficoltà. Di queste, in 5.376 casi (il 33% del totale delle consulenze gestite) è stata segnalata una o più forme di violenza e/o maltrattamento, per un totale di 8.885 elementi di violenza. Quest’ultimo dato conferma il fenomeno della polivittimizzazione: un bambino vittima di una violenza, ad esempio fisica, ha elevata probabilità di essere contemporaneamente vittima anche di altre forme di violenza, ad esempio psicologica o sessuale.

La tipologia di violenza maggiormente segnalata e diffusa è quella psicologica, in particolare riferita a situazioni di conflittualità all’interno della famiglia (47,4%) o in cui il bambino/adolescente viene terrorizzato (23,7%). I maltrattamenti fisici più diffusi sono le percosse (63%), le violenze sessuali più diffuse appartengono invece alla categorie dei toccamenti (40%), mentre la maggior parte dei casi di trascuratezza riguardano incuria (78,7%) e inadeguatezza del genitore (18,6%).

Cosa fa Telefono Azzurro?

Telefono Azzurro da sempre opera a partire dall’ascolto. Attraverso le linee telefoniche dedicate dell’ 196.96 e la chat (accessibile dal sito www.azzurro.it), Telefono Azzurro è inoltre impegnato 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, nell’ascolto e nel dialogo con bambini e adolescenti.

 

Bullismo, ancora violenza

Il bullismo e le sue conseguenze
Violenza tra coetanei, come intervenire?

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima. Secondo le definizioni date dagli studiosi del fenomeno , uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto deliberatamente da uno o più compagni. Non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno fa o dice cose per avere potere su un’altra persona.

Secondo l’ultima indagine effettuata da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di 1.500 adolescenti e ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, il 34,7% degli intervistati ha ammesso di essere stato vittima di episodi di bullismo, il 67,9% dei quali nel contesto scolastico. Molto diffusa una reazione di impotenza da parte dei ragazzi: se il 31,3% dei ragazzi vittima di bullismo ha reagito «lasciando perdere», il 22,7% (21% dei maschi e 24,7% delle femmine) non lo ha detto a nessuno e ha tenuto segreto quanto accaduto. Il 29,9% ha invece cercato di difendersi, più di 1 su 5 (22,8%) ha avvisato i genitori, con percentuali quasi doppie tra le ragazze (30,4%) rispetto ai ragazzi (16,4%).

Quello della violenza tra coetanei, che si esprime in diverse forme (dalla persecuzione psicologica all’aggressione fisica, fino alle forme più sudbole e nuove di cyberbullismo), è un fenomeno in continua crescita, amplificato a livello mediatico da casi sempre più drammatici e dal tam tam della rete e dei social network. Si tratta di casi che si sviluppano per lo più nel silenzio, all’oscuro di genitori, insegnanti e altre figure educative, che spesso sottovalutano il problema o semplicemente non sanno come intervenire. Aprendo ferite vive che gli adolescenti si portano dietro per tutta la vita.

Ecco perché è importante rompere questa cortina di silenzio, e offrire ai ragazzi, sia alle vittime di bullismo che agli stessi bulli o ai testimoni di tali episodi, spazi e canali per parlare e portare alla luce la violenza.

Telefono Azzurro lo fa quotidianamente, con una linea d’ascolto telefonica e chat dedicata, l’196.96: uno strumento per uscire dal silenzio e trovare sempre una voce e un aiuto per vincere la violenza.

Martina 12 anni

 

Non riesce più ad assistere passivamente alle umiliazioni che Francesco, suo compagno di classe, riceve ogni giorno da 3 ragazzini. Trova un post contro il bullismo della campagna #NonStiamoZitti su Facebook e scrive in chat raccontando tutti i fatti avvenuti tra i banchi di scuola. «Una volta, i soliti bulli mi volevano togliere le mutande e fare una foto per poi caricarla su internet… Per fortuna è intervenuta la professoressa». Martina voleva aiutarlo ma temeva di essere presa di mira anche lei. “Non ho più il coraggio di guardarlo negli occhi… per questo ho chiesto aiuto a Telefono Azzurro. Io non sto più zitta di fronte al bullismo!”

 

CONTRO IL BULLISMO NON SEI SOLO