Gli insegnanti, un ruolo chiave

Per bambini e adolescenti sono una figura di riferimento. Che li può aiutare a rompere il silenzio

L’insegnante è la figura che, all’interno della scuola, si trova più vicina al bambino, instaura con lui una relazione di fiducia, ha la possibilità di osservarlo quotidianamente, di notare cambiamenti nel suo comportamento e nel tono del suo umore, di parlare con lui. Ciò costituisce una grande risorsa ai fini della tutela del bambino, e anche una grande responsabilità.

La scuola è chiamata ad intervenire nell’ambito della prevenzione in termini di promozione del benessere globale del bambino, di un clima sereno e cooperativo, basato sul rispetto reciproco, offrendo supporto in particolare agli alunni che manifestano un disagio. Anche a scuola, il bambino va accompagnato nell’acquisizione delle abilità necessarie ad affron- tare le diverse situazioni e le grandi e piccole difficoltà quotidiane. A questo proposito, è pos- sibile realizzare nel contesto scolastico programmi specifici che mirino alla prevenzione degli abusi sessuali in età evolutiva.

L’insegnante può non essere specificamente formato su questa tematica; è opportuno quindi chiedere la consulenza di persone esperte che si occupano di realizzare percorsi su questo ar- gomento. Le strategie di prevenzione dell’abuso sessuale si focalizzano sull’educare i bambini ad evitare situazioni potenzialmente pericolose: generalmente questi programmi sono mirati alla presa di consapevolezza delle proprie sensazioni corporee, all’acquisizione di abilità di comportamento e al rafforzamento di abilità volte all’auto-protezione. Riprendendo quanto già accennato nei con- sigli per i genitori, i programmi scolastici sono focalizzati sulle quattro “R” alla base di qualsiasi intervento di prevenzione dell’abuso sessuale vogliono aiutare i bambini a:

Riconoscere possibili situazioni di rischio, distinguendole da situazioni innocue

Reagire al potenziale abuso tramite strategie assertive verbali e comportamentali

Riferire l’abuso a figure di riferimento di cui ci si fida

Rassicurare il bambino e l’adolescente nel caso in cui si senta responsabile o in colpa per quanto accaduto.

Sarebbe inoltre opportuno che nelle scuole venissero organizzati percorsi di educazione all’affettività, rivolti sia ad alunni della scuola primaria che secondaria, ovviamente adeguati all’età e allo sviluppo psico-fisico, orientati ad aiutare i bambini più grandi e gli adolescenti ad acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei propri diritti.

Secondo recenti ricerche, i bambini beneficiano della partecipazione a programmi scolastici di prevenzione dell’abuso, poiché acquisiscono conoscenze che li aiutano a proteggersi e abilità che possono aiutarli ad allontanare un possibile abusante. I programmi di questo tipo, a dispetto di quanto molti, soprattutto in Italia continuano a credere, non creano ansia nei bambini né inducono comportamenti sessualizzati.

È importante infine che, anche a scuola, i bambini e i ragazzi vengano informati dell’esistenza del numero gratuito di Telefono Azzurro 1.96.96 e della ch@t, che possono contattare ogni volta che sentono il bisogno di parlare con qualcuno o si trovano in pericolo.

 


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